Baccalà agrodolce alla genovese

Il baccalà non è certo alimento consentito agli stomaci deboli o a quanti comunque soffrono di disturbi dell’apparato digerente. Al contrario per le persone sane è cibo nutritivamente ricco e pregevole.

La presente ricetta, pur eseguita secondo i principi della cucina dietetica, ne dà una versione appetitosa e di non difficile digeribilità.

Baccalà agrodolce alla genovese

Dosi per 4 persone:

1/2 chilogrammo di baccalà in filetti

3 cucchiai d’olio


1 spicchio d’aglio pelato, intero

1 manciata di funghi secchi

2 cucchiai d’aceto

1 cucchiaio di estratto di pomodoro

2 cucchiai d’uvetta

3 cucchiai di pinoli

1 cucchiaio e 1/2 di zucchero

sale se occorre

1. Dissalare il baccalà tenendole per almeno 12 ore, o possibilmente 24, in acqua fresca rinnovata almeno 5 o 6 volte.

2. Un’ora circa prima di servire porre i funghi e le uvette, separatamente, ad ammorbidire in acqua tiepida.

3. Mezz’ora circa prima di servire porre al fuoco, preferibilmente in una pignatta di terracotta, l’olio e i funghi tritati non troppo fini; cuocere su una fiamma moderatissima per 5-10 minuti, bagnando, se l’olio

sfrigola, con un poco d’acqua o di vino bianco.

4. Unire il baccalà ben sgocciolato, spinato e tagliato a pezzi piuttosto grossi; l’aglio, l’uvetta e i pinoli; l’aceto, 2 cucchiai d’acqua, lo zucchero e il concentrato di pomodoro battuti insieme in una tazza.

Cuocere a fuoco dolce per 25-30 minuti, mescolando di tanto in tanto.

5. In fine cottura eliminare lo spicchio d’aglio e aggiustare di sale.

Da “Il libro del mangiar sano” di Renzo Lucchesi e Elena Spagnol pubblicato da Oscar Mondadori nel 1978.

Fonte:https://www.gongoff.com

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